|
L'Unità del Pensiero |
ultimo aggiornamento: aprile 2008
|
Parlare d'amore
I ATTO Ambiente scuola: maestra, alunni, banchi, sedie, lavagna. Lezione di italiano: il significato dei termini dipende dal contesto di cui fa parte il vocabolo. Esempio alla lavagna: bene come giudizio di valore: il compito è andato bene; bene come sentimento di affetto: ti voglio bene. 1° Alunna: A proposito e' bben, maestra, o' nnammuratu mio nu me vo' cchiù bben. Se mis cu nat ! 2° Alunna : Non ti amava. Se ti amava nun te lassav. 3° Alunna: Maestra, dice mammà mia, nu ghì appriess a ll'ammore. 1° Alunno: Ma che cos'è l'amore? 2° Alunno: Maestra, discutiamo un po' sul suo significato. Io, a volte, me lo chiedo cos'è. 4° Alunna: Si è nu bellu guaglione capisce subbito che è ammore. Maestra: Trovo interessante la proposta del vostro compagno. La discussione è l'unico modo per chiarire un termine. Ma sapete, il tema amore è già stato discusso tanti, tanti anni fa, nell'antica Grecia, da un gruppo di amici che, seduti intorno ad un tavolo, trascorsero un'intera serata a cercare di chiarirne il significato. II ATTO Una tavola allungata, intorno amici seduti che parlano animatamente. Hanno da poco finito di cenare. Festeggiano l'amico Agatone. Una flautista rende il clima più dolce. Erissimaco - Sapete, l'altro giorno mi è capitato di vedere il libro di un sapiente che faceva l'elogio del sale per la sua utilità. (Scrolla le spalle) Oramai si discute di tutto, di tutto si dice qualcosa. Ma io, stasera, vi propongo di fare l'elogio dell'amore. (Aspetta un cenno di consenso dagli altri. Dopo un breve consultarsi a vicenda, si trovano d'accordo sulla scelta e invitano Fedro a parlare per primo). Fedro - Se c'è l'acqua vuol dire che c'è la sorgente e se c'è la luce vuol dire che c'è il sole. Se c'è l'amore nel cuore degli uomini vuol dire che c'è un dio amore. Eros è uno degli dei più antichi. L'amore viene prima d'ogni cosa. E' il bene che ci lega, che ci unisce stasera intorno a questo tavolo. E così diventa bello dialogare. Chi di noi non sarebbe disposto a sacrificare se stesso per l'altro? Chi ama non valuta i rischi e i pericoli, è disposto a perdere tutto, perché perdendo tutto, anche la vita, fa sentire a tutto il mondo il proprio amore. Pausania - Sono d'accordo con te. Ma hai dimenticato di parlare dell'amore che ama solo il corpo. Accade che, quando la bellezza del corpo si affievolisce, chi ama scappa via e tradisce senza vergogna le tante belle parole e le tante promesse. Invece chi ama il carattere di una persona le resta fedele tutta la vita e sempre proverà piacere a parlarle e a stare con lei. Adesso parla tu Aristofane, ti ho visto poco attento ai nostri discorsi, forse è per via del singhiozzo che non ti lascia? Aristofane - (rivolgendosi a Eressimaco) Dimmi un rimedio perché il singhiozzo mi passi, altrimenti parla tu al posto mio. Eressimaco - E va bene, farò l'uno e l'altro. Parlerò al posto tuo e tu parlerai al posto mio quando ti sarà passato il singhiozzo. Mentre parlo, però, trattieni a lungo il respiro, vedrai che il singhiozzo andrà via. Se non se ne va, fai dei gargarismi con l'acqua. E se non se ne va ancora, cerca qualcosa per solleticarti il naso e starnutire. Se lo farai una o due volte, vedrai che di sicuro il singhiozzo passerà. Aristofane - (rivolgendosi a Eressimaco) Tocca a te parlare. Io, intanto, seguirò i tuoi consigli. (Beve piccoli sorsi d'acqua e il singhiozzo va via). Eressimaco - Penso che è l'amore a produrre, con la sua potenza, delle opere buone. L'amore ci procura ogni felicità e ci fa vivere insieme, in amicizia. Questo è il mio elogio dell'Eros. Adesso parla tu, Aristofane, visto che il tuo singhiozzo se n'è andato. Aristofane -Nei tempi andati gli uomini non erano come oggi ma erano un uomo e una donna legati insieme. Formavano una sola persona e avevano una sola anima. Avevano quattro mani, quattro gambe, due volti ai due lati della testa e si muovevano velocemente. Un giorno decisero di salire su in cielo e di combattere gli dei. Zeus, il re degli dei si arrabbiò tanto, voleva ammazzarli tutti, poi pensò di tagliarli a metà per renderli più deboli. Mentre inizia il discorso di Zeus, di lato viene mostrato come gli uomini furono tagliati a metà e come, subito dopo, presero a cercarsi. “Io credo “ disse Zeus rivolto agli altri dei “ che abbiamo un mezzo per far si che la specie umana sopravviva e allo stesso tempo che rinunci alla propria arroganza: dobbiamo renderli più deboli. Adesso io taglierò ciascuno di essi in due, così ciascuna delle due parti sarà più debole. Ne avremo anche un altro vantaggio: che il loro numero sarà più grande. Essi si muoveranno diritti su due gambe, ma se si mostreranno ancora arroganti e non vorranno stare tranquilli, ebbene io li taglierò ancora in due, in modo che andranno su una gamba sola.” E' da allora che gli uomini e le donne, quando incontrano l'anima gemella, sono presi da una straordinaria emozione e colpiti dal sentimento di amicizia che provano, se ne innamorano e non sanno più vivere senza l'altro nemmeno un istante. Il loro desiderio è di non essere più due ma un'anima sola. Eros fra tutti gli dei è il più felice perché il più bello e il migliore. Fugge la vecchiaia ed è sempre in compagnia della giovinezza. E poi è delicato, infatti non cammina sulla terra, né sulla testa delle persone che a volte sono più dure della roccia, (batte più volte il pugno sul capo) ma si muove nel cuore degli uomini e delle donne. (Solleva l'indice della mano) Non in tutti i cuori. Se incontra uno che ha un carattere duro, allora fugge via e va ad abitare in quello dove sta la dolcezza. Socrate - ( Si mostra ancora infastidito dall'intervento di Aristofane). Ciò che dici non corrisponde al vero. Eros non è né bello né buono anzi, mancando delle cose buone e belle, le desidera proprio perché gli mancano. Ma per capire meglio la natura di Eros, bisogna dire di suo padre e di sua madre. Il giorno in cui nacque Afrodite, dea della bellezza, gli dei si radunarono per una festa in suo onore. Tra loro c'era Poros, dio dell'astuzia e dell'espediente. Dopo il banchetto Penia, dea della povertà, era venuta a mendicare, com'è naturale in un giorno di allegra abbondanza, e stava vicino alla porta perché non le permettevano di entrare. Poros aveva bevuto molto e un po' ubriaco se ne andò nel giardino di Zeus e si addormentò. Penia, nella sua povertà, ebbe l'idea di avere un figlio da Poros, così si sdraiò al suo fianco e restò incinta di Eros. Proprio perché figlio di Poros e di Penia, Eros non è affatto delicato e bello come si dice di solito, ma al contrario è rude, va a piedi nudi, è un senza-casa, dorme sempre sulla nuda terra, sotto le stelle, per strada davanti alle porte, perché ha la natura della madre e il bisogno l'accompagna sempre. E' povero, infatti gli manca qualcosa da amare. Come suo padre, invece, è capace, anche in situazioni difficili, di trovare l'oggetto del suo desiderio, cerca sempre ciò che è bello e buono, è virile, risoluto, ardente, è un cacciatore di prim'ordine, sempre pronto a tramare inganni. Per natura non è né immortale né mortale. Nella stessa giornata sboccia rigoglioso alla vita e muore, poi ritorna alla vita grazie alle mille risorse che deve a suo padre. Ma presto tutte le risorse fuggono via e così non è mai povero e non è mai ricco. Vive inoltre tra la saggezza e l'ignoranza perché non si desidera sapere qualcosa se già si conosce. Eros desidera il sapere e sa trovare le strade per arrivare dove vuole. E la causa di questo è nella sua origine: perché è nato da un padre sapiente e pieno di risorse e da una madre povera tanto di conoscenze quanto di risorse, capace solo di prendere quanto le viene dato in elemosina. Agatone - (Rivolgendosi a tutti) Ma....ditemi, cosa si prova quando si vuole bene a qualcuno? Alcibiade -(Interviene per primo) Parlerò del mio amico Socrate.Quando lo sento parlare il mio cuore si mette a battere più forte e mi emoziono sino alle lacrime. Sempre critico nei miei confronti, con i suoi discorsi mi obbliga a riconoscere i miei limiti. A volte ho desiderato non udire più la sua voce, tapparmi le orecchie, far finta che lui non esista. Mi fa rabbia. Ci sono momenti in cui non vorrei vederlo mai più, ma se questo accadesse sarei davvero infelice. III ATTO Di nuovo l'aula con la maestra e gli alunni. Maestra: (Rivolgendosi agli alunni) Cosa vi ha fatto pensare la storia che vi ho raccontato. Mi interessano le vostre riflessioni. Alunna: (Chiede la parola). Io pensavo ai miei genitori. Mio padre si arrangia, si arrangia sempre. Dice:”addà passà a jurnata” Insomma, tira avanti. Mia madre nu' ten mai na' lir, tante volte gli chiedo di comprarmi le cose ma lei dice di no. L'amore a casa mia non è mai arrivato, eppure la povertà c'è, quella di mia madre e la furbizia di mio padre anche. Per avere l'amore c'è bisogno di più, per esempio un lavoro per mio padre e per mia madre. 1° Alunno: Ma che dici? Tu confondi l'amore con un lavoro. Si può lavorare e essere lo stesso scontenti. L'amore c'è quando si desidera di fare qualcosa, un qualcosa che ti piace, per esempio il meccanico. Io se penso di fare il meccanico sono contento. Già mi immagino l'officina e le macchine che a volte riesco ad aggiustare e altre volte no. L'amore è immaginare di trovare un lavoro che mi piace, poi se lo trovo forse non sono più contento perché era più bello immaginare solo, senza lavorare. 2° Alunno: Quando a volte c'è da studiare qualcosa, per esempio la storia, che mi piace, provo la stessa sensazione di quando aspetto Marco che è l'amico mio. Non vedo l'ora di andare a casa e aprire il libro così come non vedo l'ora che viene Marco. Poi quando bussa alla porta un po' già mi scoccio che è lì davanti a me e vorrei che non fosse ancora arrivato perché non ricordo più le cose che dovevo dirgli. 2°Alunna: (rivolgendosi ai compagni) A' verità, nu ve capisco proprio! Maestra: Parla in italiano e spiega chiaramente il tuo pensiero. 2°Alunna: Ma......(un attimo di incertezza) questi qui parlano di officina, di macchine da aggiustare, della storia da imparare. Che c'entra questo con l'amore! Io invece stavo pensando al mio ragazzo: Quant'è bello maeee..! Se lo penso un po' di più già mi viene il batticuore. E' questo l'amore è vero? (Attende una conferma dalla maestra che invece si distrae. Un rumore la fa girare verso l'uscita: è il suo uomo. Sorpresa, imbarazzo e gioia si confondono sul suo viso). 2°Alunna: (coglie la dolcezza sul viso della maestra) Come sei bella....! Alunni in coro: (Guardano lei, poi l'uomo che l'attende all'uscita) E' l'amore!
|