L'Unità del Pensiero


ultimo aggiornamento: aprile 2008

 

 

 

IL DUALISMO DELLE ANOMALIE “SPERIMENTALE E MATEMATICA” CI SVELA IL MISTERO DELLA PERCEZIONE DI UNA REALTÁ QUANTISTICA DI PER SE NON PERCEPIBILE. LA CONTRADDIZIONE DELLA DIALETTICA TRANSITORIA E’ LA SOLUZIONE

(NON SI PUÒ EVITARE PENROSE).

Prof. Roberto Ettore Bertagnolio.

E’ giusto aprire con Penrose, poiché il problema anche se mal posto si aggira da quelle parti. “L’interazione tra idee matematiche e comportamento fisico è stata un tema costante di questo libro, in tutta la storia delle scienze fisiche i progressi sono stati ottenuti trovando il corretto bilanciamento tra le limitazioni, le tentazioni e le rivelazioni matematiche, da una parte e dall’altra. Quando la guida sperimentale, come nella maggior parte della ricerca fondamentale, questo bilanciamento non funziona a dovere. La coerenza matematica è ben lungi dall’essere un criterio sufficiente per dirci se è probabile che siamo sul giusto cammino[1]. Sarebbe più chiaro dire che sia il mondo fisico sperimentale basato sui sensi dove a suo tempo ho messo in luce le anomalie col concetto di Sincronizzazione[2], sia in riferimento all’allineamento degli oggetti mentali ed al loro rispecchiamento nell’insiemistica. In entrambi i casi ci sono anomalie interagenti, che danno il via ad un processo dialettico transitorio, le cui contraddizioni irrisolte, hanno permesso paradossalmente una percezione quantistica. Teoricamente non percepibile, perché precede temporalmente la svolta storico-strutturale, ma in realtà percepibilissima perché insita nelle pieghe del transitorio-contraddittorio che ci protegge per l’ennesima volta dall’hegelismo in cui vuole condurci inesorabilmente Penrose con lo schema bilanciato.

(schema di Penrose )

1) IDEE MATEMATICHE .

Corretto bilanciamento

CONOSCENZA SCIENTIFICA*

(nel nostro caso quantistica)

COMPORTAMENTO FISICO.

 

 

Schema nuovo.(non bilanciato)

1)COMPORTAMENTO FISICO-ESPERIENZIALE

 tenendo conto del processo di sincronizzazione

SBILANCIAMENTO NECESSARIO per permettere la dialettica della percezione Quantistica.

2)IDEE MATEMATICHE

Tenendo conto del processo di allineamento degli OM.

 

*Per Penrose in questo caso alla percezione si arriva all’interno del pensiero matematico–astrofisico (Penrose Hawking), che esprime essenzialmente questo quesito: alla relatività generale è implicito il fatto che lo spazio e il tempo siano iniziati con il Big Bang e che la fine sarà nei Buchi neri. Qui sta per Penrose e per Hawking, anche la futura risoluzione delle contraddizioni fra relatività e teoria quantistica. Da questo punto di vista il bilanciamento mondo fisico-matematico è ancora una religione per loro. E qui si conferma il patonismo di Penrose, che  ha scritto un libro di ben 1085 pagine per ribadire ad un tempo la realtà della matematica e il suo indispensabile bilanciamento non contraddittorio con il mondo fisico.

 

LA LOGICA FORMALE INTRINSECA AL PENSIERO LOGICO-SIMBOLICO E’ IL PIÚ GRAVE IMPEDIMENTO COGNITIVO IN FUNZIONE DELLA COMPRENSIONE DELLA REALTÁ QUANTISTICA.

Molti fisici, dubitano della realtà al cospetto di un’interpretazione di quest’ultima. La loro formazione classica non accetta concetti postdeterministici di buon grado. L’abbandono al formalismo logico non è una via d’uscita, perché ha in sè il germe distruttivo della dialettica, l’unica in grado di avvicinarsi a livello cognitivo alla realtà quantistica. Naturalmente la via del formalismo matematico anche se rinnovato è la strada tentata da molti. Il matematico Heaviside è uno dei primi che crede fermamente nel formalismo e la sua ricerca raggiunse la convinzione di trattare le “operazioni differenziali con i numeri comuni”. Faccio un esempio tratto da Penrose che mi sembra il più schematico: consideriamo l’equazione differenziale. Pag. 494

 

Questa eguaglianza fra OPERAZIONE DIFFERENZIALE = NUMERO COMUNE (che possiamo considerarlo la forma più astratta dell’immediato) per dirla con l’Horkheimer e l’Adorno della dialettica dell’illuminismo[3], il pensiero è fissato nella sua immediatezza, la conoscenza si limita alla sua ripetizione, il pensiero diventa TAUTOLOGIA. Il pensiero si identifica con la formula matematica è confermata la sua eternità, la quale corrisponde nella sua adialetticità il limite cognitivo insuperabile per tutto quello che va oltre alla realtà fisica intesa in modo classico.

Da questo punto di vista possiamo intendere la errata impostazione epistemologica di A. Einstein, quando afferma: “come è possibile che le matematiche, pur prodotte dal pensiero umano indipendente da qualsiasi esperienza, si adattino così perfettamente agli oggetti della realtà fisica?”. Ora è proprio basandosi su tale certezza che Einstein non riuscì mai a risolvere completamente il rapporto relatività-quantistica. Per quanto riguarda l’indipendenza del pensiero ho dimostrato più volte il rapporto fra il loro concatenamento e il meccanismo della SUBLIMAZIONE intesa in senso cognitivo schema classico. Per quanto riguarda l’adattamento della matematica agli oggetti della realtà fisica, se poteva ancora quest’ideologia avere ancora credibilità al tempo della relatività, all’interno della meccanica quantistica, quest’illusione è finita per sempre. Ed è da qui che bisogna partire per ricostruire la fisica. I tentativi formalistici vanno nella direzione sbagliata, la formalizzazione uccide la dialettica strumento indispensabile per la cognitività quantistica. Qualsiasi tentativo di formalizzare il NUMERO e di dargli una valenza cognitiva eterna un tempo i matematici fin dal tempo di Pitagora ora i neurobiologi, è un tentativo a mio avviso fallimentare fin dall’inizio QUESTA “COGNIZIONE NUMERICA. Il rapporto NEURONI-NUMERI se s’intende il loro allineamento secondo lo schema sopra indicato. E’ abbastanza comprensibile che esista un sistema neuronale che nel corso dell’evoluzione si siano dedicati a quelli che noi percepiamo come numeri, ma da questo a proclamarne la loro indipendenza biologica ne passa. A mio avviso siamo anche qui di fronte alla biologizzazione del reale, come succedeva un tempo con l’ideologizzazione della teoria dell’evoluzione di Darwin.

   I NEURONI CHE CODIFICANO LE QUANTITÁ NUMERICHE

Le ricerche recenti di Nieder e Miller, del Massachusset Institute of Tecnology, dicono di aver scoperto le caratteristiche di questo codice neuronale, ma come afferma giustamente  Stanislas Dehaene in le scienze (l’unica novità sta nelle più precise localizzazioni) è un discorso sostanzialmente vecchio già affrontato in parte dal neurobiologo Jean Pierre Changeux, nel lontano 1933. Già per quanto riguarda lo scienziato che lavora all’Istitute Pasteur, a suo tempo gli contestai la sua risoluzione dei problemi in termini essenzialmente biologici, proponendo un ALLINEAMENTO dettato non dal caso biologico o che altro ma da una precisa logica neuropsicoanalitica derivata prima dai processi di sublimazione–cognitiva poi di rispecchiamento degli oggetti mentali sul piano della teoria degli insiemi[4]. Soltanto in questo modo si può parlare di concetti matematici che non sono una costruzione arbitraria convenzionale ma strettamente ancorati all’architettura cerebrale, tenendo conto sempre, che sul piano “strettamente simbolico” ha un’ANOMALIA ORIGINARIA non superabile sul piano essenzialmente cognitivo.



[1] La strada che porta alla realtà, Roger Penrose, Rizzoli, La fisica fondamentale guidata dalla matematica, 34.2-pag.1014.

[2] Mio schema base formato da questi punti fondamentali. A- sistema visivo

                                                                                            B- organo vestibolare

                                                                                            C- legge gravitazionale

                                                                     D- sistema biologico-struttura storico-dialettica(terza  via)

[3] M. Horkemer Th. W. Adorno, dialettica dell’illuminismo, Einaudi, 1974, in particolare le pagine33-37.

[4] J. Pierre Changeux, L’uomo Neuronale, Campi del sapere, Feltrinelli, MI 1993. in particolare pag. 165. J. Pierre Changeux si allinea perfettamente con Russell, nell’accettare l’assioma dell’allineamento degli OM come “il loro legarsi in maniera spontanea ed autonoma”. Abbiamo visto che il discorso non è affatto spontaneo. Nessuna novità in questo senso, come ho già accennato nelle ricerche attuali (sintesi di Stanislas Dehaene, Le basi biologiche dell’aritmetica elementare pag. 49-54, Le Scienze, n. 443-luglio 2005 

 


      oppure