L'Unità del Pensiero


ultimo aggiornamento: aprile 2008

 

 

 

PER NON DIMENTICARE

 Senza memoria non c'è cultura,

non c'è civiltà, né umanità.

Che cosa succede se la storia,

se l'umanità stessa,

si ammala di Alzheimer?

E' come quando da un libro

strappiamo una pagina,

poi un'altra e un'altra ancora.

Finché non ci sono più pagine

e resta soltanto la copertina.

 

 Giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria”. Scuola elementare, classe V: momenti comuni di narrazione dei fatti attraverso letture e riflessione.

Luigi “La Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo e' l'unico documento al mondo su cui si sono messi d'accordo tutti o quasi i popoli del pianeta. ''Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignita' e diritti. Essi sono dotati di coscienza e dovrebbero agire uno verso l'altro in uno spirito di fratellanza''.

GaetanoIl XX secolo è' stato il secolo più violento, il più terribile della storia per lo stermino degli ebrei”.

Antonietta : Insieme agli ebrei vennero uccisi anche gli zingari e i testimoni di Geova.

Roberta : Anche i comunisti e quelli che erano contro il regime nazista.

Concetta “Certo, ma ci sono state altre violenze nel mondo, per esempio la tratta dei negri e gli Indiani d’America.

Insegnante : Dacché si è informati di quanto accade nel mondo, non si è più innocenti: diventiamo parti in causa. L’informazione si deve trasformare in conoscenza, la conoscenza in coscienza. Una conoscenza astratta conduce inevitabilmente alla negazione dell'essere umano, che è tutto fuorché astratto, salvo che per un dittatore o per un tiranno. La riduzione dell'uomo a un'astrazione ha condotto a tanti crimini, a tanti massacri. Dobbiamo sapere restituire concretezza al nostro sguardo. Uscire dal silenzio e dalla solitudine. Allora, sapere che l'altro è presente diviene per ciascuno una necessità profonda e permanente.

 Alessandra :Perché Primo Levi si suicidò?

 Insegnante : Gli scrittori non hanno che parole. Soltanto parole. Quando si rendono conto che le parole di cui dispongono non sono quelle che avrebbero voluto trovare per dire quello che si deve dire, quando si accorgono che queste parole semplicemente non esistono, che fare allora? Ecco che la morte sembra la sola via di scampo.

 FortunaHäftling [detenuto]: ho imparato che io sono uno Häftling. Il mio nome è 174.517; siamo stati battezzati, porteremo finché vivremo il marchio tatuato sul braccio sinistro. Solo ''mostrando il numero'' si riceve il pane e la zuppa. Sono occorsi vari giorni, e non pochi schiaffi e pugni, perché ci abituassimo a mostrare il numero prontamente, in modo da non intralciare le quotidiane operazioni di distribuzione; ci son voluti settimane e mesi perché ne apprendessimo il suono in lingua tedesca. E per molti giorni, quando l'abitudine dei giorni liberi mi spinge a cercare l'ora sull'orologio a polso, mi appare invece ironicamente il mio nuovo nome, il numero trapunto in segni azzurrognoli sotto l'epidermide.”

 SalvatoreFinita l'operazione di tatuaggio, ci hanno chiusi in una baracca dove non c'è nessuno. Le cuccette sono rifatte, ma ci hanno severamente proibito di toccarle e di sedervi sopra: così ci aggiriamo senza scopo per metà della giornata nel breve spazio disponibile, ancora tormentati dalla sete furiosa del viaggio. Spinto dalla sete, ho adocchiato, fuori di una finestra, un bel ghiacciolo a portata di mano. Ho aperto la finestra, ho staccato il ghiacciolo, ma subito si è fatto avanti uno grande e grosso che si aggirava là fuori, e me lo ha strappato brutalmente. - Warum? - gli ho chiesto nel mio povero tedesco. - Hier ist kein Warum - (qui non c'è perché), mi ha risposto, ricacciandomi dentro con uno spintone. La spiegazione è ripugnante ma semplice: in questo luogo è proibito tutto, non già per riposte ragioni, ma perché a tale scopo il campo è stato creato.”

 VincenzoCi mettono ancora una volta in fila, ci conducono in un vasto piazzale che occupa il centro del campo, e ci dispongono meticolosamente inquadrati. Poi non accade più nulla per un'altra ora: sembra che si aspetti qualcuno. Una fanfara incomincia a suonare, accanto alla porta del campo: suona Rosamunda, la ben nota canzonetta sentimentale, e questo ci appare talmente strano che ci guardiamo l'un l'altro sogghignando; nasce in noi un'ombra di sollievo. Ma la fanfara, finita Rosamunda, continua a suonare altre marce, una dopo l'altra, ed ecco apparire i drappelli dei nostri compagni, che ritornano dal lavoro. Camminano in colonna per cinque: camminano con un'andatura strana, innaturale, dura, come fantocci rigidi fatti solo di ossa: ma camminano seguendo scrupolosamente il tempo della fanfara.”

 ValeriaAnche loro si dispongono come noi nella vasta piazza; quando l'ultimo drappello è rientrato, ci contano e ci ricontano per più di un'ora. Finalmente (è ormai buio, ma il campo è fortemente illuminato da fanali e riflettori) si sente gridare «Absperre!» [sciogliete le righe!], al che tutte le squadre si disfano in un viavai confuso e turbolento. Adesso non camminano più rigidi e impettiti come prima: ciascuno si trascina con sforzo evidente. Abbiamo imparato, più o meno rapidamente, a seconda del carattere di ciascuno; a rispondere «Jawohl!» [Sì, bene!], a non fare mai domande, a fingere sempre di avere capito."

RobertaL'antisemitismo è un tipico fenomeno di intolleranza. Perchè una intolleranza insorga, occorre che fra due gruppi a contatto esista una differenza percettibile: questa può essere una differenza fisica (i neri e i bianchi, i bruni e i biondi), ma la nostra complicata civiltà ci ha resi sensibili a differenze più sottili, quali la lingua, o il dialetto, o addirittura l'accento (lo sanno bene i nostri meridionali costretti ad emigrare al Nord); la religione, con tutte le sue manifestazioni esteriori e la sua profonda influenza sul modo di vivere; il modo di vestire o gesticolare; le abitudini pubbliche e private. La tormentata storia del popolo ebreo ha fatto sì che quasi ovunque gli ebrei manifestassero una o più di queste differenze...'' [1]

Insegnante : Evidentemente questo per Levi, fin dall'epoca della sua liberazione, era il nocciolo della Shoah. Il pregiudizio dello straniero/nemico costituiva, a suo parere, la causa prima della Shoà. Quei motivi vivono ancora oggi nella nostra società; mai come oggi lo stereotipo dello straniero / nemico dilaga. Clandestini, la nostra fine! Quante volte capita di sentire affermazioni di questo genere. Riflettiamo su quale ruolo ebbero le menzogne e le calunnie sugli ebrei, sugli zingari! E’ molto importante comprendere che cosa è accaduto prima. Quali pregiudizi, quali stereotipi e con quale forza si affermarono? Prima del Lager, l'ebreo e lo zingaro, il comunista erano già stati relegati ad una condizione subumana dalla propaganda nazista. Allora si individuavano negli ebrei e negli zingari le cause di tutti i mali; oggi qualcuno grida ''clandestini la nostra fine!

LinoI Protocolli degli anziani di Sion si diffuse in Europa, dove veniva spacciato per copia autentica. Quei verbali rivelavano il piano segreto attraverso il quale gli ebrei, intendevano conquistare il potere mondiale. Il piano ebraico prevedeva le agitazioni delle classi lavoratrici, la creazione di tensioni tra gli stati, il controllo dell'economia attraverso la concentrazione finanziaria, con la conseguente rovina dei piccoli imprenditori; l'indebolimento della moralità del popolo, tramite la propagazione dell'ebraismo ma anche dell'ateismo e del materialismo.”

Pasquale : Leggo nel libro di storia che la prima legge razzista venne emanata nel 1933,  non appena i nazisti giunsero al potere. La legge decise il licenziamento di tutti gli impiegati ebrei, ma anche di medici, avvocati, insegnanti.

Antonio : Ascoltate “I tedeschi avevano già in precedenza adottato il Programma di Eutanasia che prevedeva l'eliminazione di tutti i pazienti anziani o soffrenti di infermità mentali, dei pazzi criminali, di chi era ricoverato da più di cinque anni, ricoverati di origine straniera, inabili al lavoro. Alle famiglie si comunicava che il paziente era morto per arresto cardiaco.”

VincenzoNel 1935 vengono emanate le leggi di Norimberga che dividono il popolo in razze."

Antonietta : Ma le razze non esistono. Esiste un genere umano con uomini e donne, persone di colore, alti o bassi.

Concetta : La parola razza è sta a indicare il colore della pelle, la statura, i tratti del viso, ma non deve creare divisioni tra gli uomini.

Luigi : Sbagliano i bianchi che credono di essere migliori dei negri. In sud africa i neri hanno dovuto combattere molto contro l’apartheid.

Manuela : Nel libro “Il razzismo spiegato a mia figlia” leggo che è meglio sostituire la parola razza con l’espressione genere umano. [2]

Enrico : La legge di Norimberga proibiva matrimoni tra persone appartenenti a diverse razze e annullava quelli già esistenti.

Maria “Agli ebrei fu anche proibito di possedere negozi. Poi gli fu vietato l'ingresso ai teatri e ai cinema. Gli ebrei non potevano più prendere il treno.  Furono anche ritirate le patenti di guida.

Maria Rosa “Tra il 1938 e il 1943 i bambini e i ragazzi ebrei furono allontanati dalla scuola pubblica.”

AnnaI tedeschi cominciarono a concentrare tutta la popolazione ebraica in certi edifici sorvegliati dalla polizia di stato, la Gestapo. Quando si obbliga una comunità di persone a stare in un posto per vivere isolata dal resto della popolazione, si crea un ghetto.”

GaetanoLa parola ghetto è il nome di un’isoletta di fronte a Venezia, in Italia. Nel 1516, gli ebrei di Venezia furono riuniti su quell’isola, separati dalle altre comunità. Il ghetto è una forma di prigione.”

RaffaellaNel Settembre del 1941, per essere identificati ancora meglio, gli ebrei furono obbligati a portare la stella ebraica a sei punte, fatta di panno giallo con impressa a lettere cubitali la parola ''jude''; essa era costruita da due triangoli intersecantesi."

Roberta: "In un lager si entrava nudi...Ora, un uomo nudo e scalzo si sente i nervi e i tendini recisi: è una preda inerme. Chi non li ha non percepisce più se stesso come un essere umano, bensì come un lombrico: nudo, lento, ignobile. Sa che potrà essere schiacciato ad ogni momento" [3]

Luigi : Tutti sapevano quello che stava accadendo ma nessuno fece nulla. Molti fecero finta di non vedere.

Davide ''Rovina i nervi vedere queste cose tutti i giorni. Quando gli ebrei arrivano, quando li spingono nella chiesa o nel castello... E quelle grida, è terribile! Deprimente! Gridavano. Si rendevano conto di certo.'' [4]

SalvatoreI corpi delle persone eliminate con il programma di eutanasia venivano cremati. E così la gente del vicinato soffriva per la puzza tanto da dover sigillare le finestre. Ciuffi di capelli volavano dalla ciminiera fin sulla strada." [5]

ValentinaEppure la popolazione si impegnava nella raccolta di indumenti in occasione della beneficenza invernale, nella costruzione di giocattoli per gli orfanelli a Natale. Gli abitanti erano incoraggiati a costruire durante l'estate, piccoli rifugi per gli uccelli, in modo che, con l'arrivo dell'inverno, i passeri potessero rimanere mostrando alla cittadinanza il loro gioco di ali e il loro adorabile modo di azzuffarsi l'un l'altro presso la ciotola del mangime.'' [6]

Emilia : Qui c’è scritto che qualche anno fa in Cambogia, in Bosnia, in Africa, ci sono stati dei massacri. Anche allora tutti stavano a guardare?

Lucia : Ascoltate, c’è un paese dell’Asia, "la Birmania, che vende alla vicina Thailandia bambini, bambine e giovani donne. Le prostitute birmane che si ammalano vengono poi uccise e fatte sparire nel nulla.”

 Insegnante : E’ così! La difesa delle minoranze e dell’autodeterminazione dei popoli ha senso per le grandi potenze quando ci sono interessi di natura economica in ballo. Per comprendere veramente l'Olocausto, occorre riflettere sulla normalità del male, sulla sua probabilità. I comuni mali dell'uomo qualunque rendono alcuni dei carnefici.

Alessandro ''Mi ero appena sposato. Per la prima volta avevo una casa veramente mia. Tutto ciò che volevo era semplicemente chiudere la porta e starmene con mia moglie. Ero pazzo di lei. Davvero, la politica non m'interessava. So che adesso sembra strano, ma non era così. Ero semplicemente un poliziotto che faceva il suo lavoro. A quell'epoca tutti eravamo simpatizzanti del partito nazista. Non intendo soltanto quelli che facevano il corso con me alla polizia, ma la popolazione in generale. '' [7]

 Nunzia ''Mai dimenticherò quella notte, la prima notte nel campo, che ha fatto della mia vita una lunga notte e per sette volte sprangata. Mai dimenticherò quel fumo. Mai dimenticherò i piccoli volti dei bambini di cui avevo visto i corpi trasformarsi in volute di fumo sotto un cielo muto. Mai dimenticherò quelle fiamme che consumarono per sempre la mia Fede. Mai dimenticherò quel silenzio notturno che mi ha tolto per l'eternità il desiderio di vivere. Mai dimenticherò quegli istanti che assassinarono il mio Dio e la mia anima, e i mie sogni, che presero il volto del deserto. Mai dimenticherò tutto ciò, anche se fossi condannato a vivere quanto Dio stesso. Mai.” [8]

 Manuela ''Dov'era Dio ad Auschwitz?''

Dio non c'era ad Auschwitz.

Oppure si era addormentato

solo per cinque minuti.

Come sta dormendo ancora oggi

mentre gli eccidi nel mondo

si succedono come niente fosse.

Non ci sono Popoli Santi,

ne' Santi, ne Santi Popoli:

c'e' solo un piccolo pianeta

che sta andando a rotoli nello spazio,

e c'e' anche un genere umano

che sta perdendo i suoi colori

ed i suoi profumi." [9]

Insegnante : Ecco, siamo noi responsabili del nostro destino, Dio non può essere chiamato a spiegare il male degli uomini. Occorrerebbe essere sempre vigili. Educare il proprio sguardo e le proprie emozioni, perché non siamo mai al sicuro, e da un momento all'altro potremmo passare noi dalla parte del carnefice senza nemmeno rendercene conto, sottovalutando quella piccola dose di male quotidiano che comunque ci appartiene.

Domenico “I sopravvissuti dai campi di concentramento andarono quasi tutti in America ed in Palestina. Laggiù scoppiò un putiferio che dura sino ad oggi. E tutto per una città chiamata Gerusalemme, dove ci abitano almeno tre dei: il Dio degli ebrei, il Dio dei mussulmani, ed il Dio dei cristiani. E ggiu'bbotte in Nome di Dio!”

Note:

[1] P.Levi, Se questo è un uomo, Einaudi, Torino, 1989

[2] Tahar Ben Jelloun, Il razzismo spiegato a mia figlia, Bompiani

[3] P.Levi, I sommersi e i salvati

[4] C. Lanzmann, Shoah, Rizzoli Milano 1987, pp.97-100

[5] G. J. Horwitz, All'ombra della morte, Marsilio, Venezia, pp.83-85

[6] Op. cit, pp.60 e 64

[7] Gitta Sereny, In quelle tenebre, Milano, Adelphi

[8] E. Wiesel, La notte, Giuntina ed.1980

[9] http:/www.italya.net/shoa/shoa.htm

                                                                        PINA MONTESARCHIO
 

 


      oppure