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L'Unità del Pensiero |
ultimo aggiornamento: aprile 2008
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POSITIVISMI,
PRAGMATISMO LOGICO E NEO-POSITIVISMO.
IL PROBLEMA DEL META-DISCORSIVO. NOTE SU UN ARTICOLO
DI GIOVANNI VAILATI. Due
caratteristiche centrali di Illuminismo e Positivismo
sono celebrazione della rivoluzione scientifica rinascimentale ed esaltazione
del metodo della scienza (naturale). Ci sono – è vero-
diversità. Mentre nell’illuminismo – come rileva
brillantemente Abbagnano- tali caratteristiche sono indirizzate
all’iconoclastia e alla dissoluzione delle credenze meta-fisiche antecedenti,
nel Positivismo invece sono dirette alla ri-costruzione di certezze conoscitive
assolute[2].
Però a scanso di diversità, c’è in entrambi i casi un
riconoscimento della necessità di una mediazione scientifica tra uomo e mondo. Questa
centralità delle scienze e dei metodi della scienza (naturale) riduce la filosofia ad una situazione di inessenzialità[3].
Tale inessenzialità è esternata – con il Positivismo- attraverso dichiarazioni di accessorietà. Per il Positivismo c'è una relazione di
sinonimia tra inessenzialità ed accessorietà. Il Positivismo introduce una
concezione del reale in cui la riflessione filosofica è considerata come
accessoria e strumentale ai contenuti e alle conclusioni delle scienze. La tesi dell'accessorietà occulta una visione
meta-discorsiva della filosofia nei confronti delle scienze. Da Nietzsche in
avanti si assiste all’esordio della reazione contro il Positivismo ottocentesco
che caratterizzerà l’intera filosofia dell’Ottocento; ed essa critica arriverà non
tardi a concretizzarsi anche come accusa verso tale visione
meta-discorsiva, caratteristica del Positivismo. C’è chi si allontanerà da tale
visione; c’è chi invece tenderà a mantenerla viva, rielaborandola[4].
Per chi accusi e chi continui criticamente i Positivismi
rimane la seria difficoltà di descrivere e di motivare in modo conclusivo la
relazione tra filosofia e scienze. Questo è uno dei temi centrali all'interno
del cammino della cultura moderna dall’ottocento verso
il novecento. Forzando al massimo le reali condizioni
storico-filosofiche di fine ottocento esistono tre tendenze nei
confronti della relazione tra filosofia e scienze. Per alcuni studiosi tra le
due c’è e/o ci deve essere una netta divisione, essendo filosofia una
manifestazione dell’Idea assoluta/ Subietto assoluto (neo-idealismo) o una analisi della coscienza e dell’interiorità umana a
confronto con la divinità (tradizionalismi) o un modo dell’uomo di raffrontarsi
verso l’essere (esistenzialismi)[5].
Le critiche c.d. “contra Positivismo”
introducono una dualizzazione dei mondi dell’uomo e una distinzione netta tra i
modi atti a conoscere tali mondi. E’il caso del neo-idealismo
italiano dove vive il dualismo tra mondo materiale e mondo ideale; o dei
tradizionalismi dove vive il dualismo tra mondo delle sensazioni e mondo della
coscienza; o dell’esistenzialismo dove vive il dualismo tra mondo dell’esistere
e mondo dell’essere. Per altri tra esse v’è e/o
ci deve essere una stretta connessione, essendo filosofia un’analisi delle
condizioni di validità delle scienze (neo-criticismo) o un connettivo analitico
tra conclusioni scientifiche (neo-Positivismo)[6].
Le critiche c.d. “oltre Positivismo”
riducono i mondi dell’uomo all’unico mondo materiale
dell’atto/fatto. Per altri ancora non c’è una chiara soluzione a tale
difficoltà, o, se c’è, non è costante[7].
La tematica della relazione tra filosofia e scienze è
interconnessa strettamente alle teorie dell’essere delle dottrine “contra Positivismo” e “oltre Positivismo”. Di norma ad
onto-teorie dualistiche si accosta un orientamento divisionista (tra scienze e
filosofia); e ad onto-teorie monistiche si abbina un orientamento
collaborativo. Tra critiche “contra
Positivismo” e critiche “oltre
Positivismo”, onto-teorie dualiste e moniste, orientamenti divisionisti e
collaborativisti, dove si inserisce il nostro Vailati? L’inizio vailatiano è senza dubbio sintomatico Lo stesso Calderoni – massimo scolaro e
innovativo continuatore del maestro Vailati- arriva a simili conclusioni,
sacrificando tuttavia il momento del confronto tra metodi ai momenti connessi
dell’analisi critica e del coordinamento: Per i due massimi fautori del Pragmatismo logico italiano
meta-discorso consiste in: a] coordinamento di risultati e conclusioni delle
scienze b] confronto tra metodi scientifici e c] analisi critica di termini
enunciazioni e discorsi delle scienze. La ricerca filosofica è coordinamento,
confronto e analisi critica. Prima di
tutto analisi critica e coordinamento. Poi confronto. Perché
tali funzioni? Quale l’orizzonte storico e sociale di tale situazione? Lo stesso
Vailati continua scrivendo: e Calderoni viene a calcare
le orme del maestro. E’il caso del tentativo
calderoniano di estendere i metodi dell’economia all’etica, attuato all’interno
dello scritto Disarmonie economiche e
disarmonie morali del 1906[12].
Calderoni – come Vailati- mira all’obiettivo dell’unità della conoscenza,
intesa come “non chiusura di universi di ricerca
diversi” attraverso lo strumento della “subordinazione di universi di ricerca
diversi ad un unico metodo”. Calderoni scrive infatti: e mettendo in rilievo uno
strumento atto ad ottenere l’ideale della unità della conoscenza si mostra di
nuovo un abile concretizzatore del maestro. Per entrambi esiste un ideale di unità
della conoscenza. Per Vailati tale ideale è sinonimo dei due
ulteriori valori di “non chiusura ermetica tra universi conoscitivi
diversi” e di “coerenza delle conoscenze”; a detta di Calderoni è “non chiusura
di universi di ricerca diversi” attraverso una “subordinazione di universi di
ricerca diversi ad un unico metodo”[14].
Per il Pragmatismo logico
italiano se desideriamo evitare chiusure e tutelare tale
unità è necessario intendere la ricerca come meta-discorso sulle scienze. Tale
visione meta-filosofica sottende e nasconde il valore dell’unità della
conoscenza.
L’articolo vailatiano in via successiva introduce un secondo tema
strettamente connesso alla tematica della relazione
tra filosofia e scienze. C'è la considerazione dello stile del
meta-discorso. Lo stile del meta-discorsivo è
in via indiretta stile della tradizione di ricerca vailatiana e calderoniana.
Vailati sostiene: Per il Pragmatismo logico italiano due sono le caratteristiche
della filosofia nella sua relazione con le scienze. Prima di tutto – come
abbiamo visto- la filosofia è intesa come meta-discorso vertente sull’attività
di coordinamento dei risultati scientifici e/o di confronto dei metodi delle
scienze e/o di analisi critica di termini enunciazioni
e discorsi scientifici. Poi – come abbiamo detto- la ricerca filosofica
è stilisticamente vicina alle scienze e ai loro metodi. Queste sono in estrema
sintesi le tematiche sviscerate dall’articolo
vailatiano. E tale radice fiorisce nel
novecento con neo-Positivismo e Filosofia analitica. La nostra tesi è che in relazione alla tematica dell’accessorietà tra filosofia e
scienze esista una continuità tra Positivismo e neo-Positivismo/ filosofia
analitica, e che tale continuità sia mediata all’interno dell’orizzonte
italiano anche dal Pragmatismo logico
italiano di Vailati e Calderoni. Prima di tutto v’è la tesi
centrale secondo cui esiste una continuità di una certa natura tra
Positivismi ottocenteschi e neo-Positivismo/ Filosofia analitica novecenteschi.
Poi le due tesi accessorie secondo cui da un lato esisterebbe
una continuità di una certa natura tra Positivismi ottocenteschi e Pragmatismo logico italiano e
dall’altro una continuità di una certa natura tra Pragmatismo logico italiano e neo-Positivismo. Prima
dimostreremo le ultime; e secondariamente la tesi centrale. Per
riassumere, esistono una serie di affinità/ differenze
centrali tra Positivismo e Pragmatismo
logico italiano attinenti alla tematica del meta-discorsivo: a] c’è diversità di accostamento
alla natura della relazione. Per il Positivismo v’è identità tra
filosofia e scienze (Filosofia Positiva). Per Vailati e Calderoni v’è
subordinazione dell’altre all’una. b] c’è affinità di stile.
Per i Positivismi l’addizione delle due tesi del riconoscimento
dell’identità tra filosofia e scienze e dell’esaltazione/ celebrazione della
scienza conduce a ridurre metodo contenuti e stile della filosofia a metodo
contenuto e stile della scienza. Stile del meta-discorso
è stile della scienza. Per Vailati e
Calderoni stile del meta-discorso deve essere lo stile delle scienze. c] c’è affinità tra funzioni
del meta-discorso. Per il Positivismo funzioni di tale meta-discorso sono
ordinare contenuti e metodi delle scienze e coordinarne i risultati (Comte) e introdurre
un’analisi critica dei discorsi delle scienze (Mill). Per Vailati e Calderoni sono caratteristiche di tale meta-discorso
coordinamento dei risultati, confronto tra metodi e analisi critica di termini
enunciazioni e discorsi delle scienze. d] c’è affinità tra obiettivi
del meta-discorso, con una lieve differenza. Per il Positivismo obiettivo del meta-discorso è l’unità della conoscenza, intesa come
necessità storica. Per Vailati e Calderoni obiettivo
del meta-discorso è l’unità della conoscenza, intesa come dovere del
ricercatore. Possiamo concludere affermando l’esistenza di un nesso di continuità
tra Positivismi e Pragmatismo logico
italiano nei limiti della tematica della meta-discorsività della ricerca
filosofica[19]. Ci
sono diversità. Però le affinità sovrastando le
differenze, riusciamo a sostenere la tesi dell’esistenza di una continuità critica tra Positivismo
continentale (e britannico) e Pragmatismo
logico italiano vailatiano/
calderoniano. Una delle nostre due tesi accessorie è dimostrata. Una delle diversità sussistenti tra Positivismo e Pragmatismo logico italiano si trasforma in una affinità se tradotta all’interno dell’ambito di
relazione tra Pragmatismo logico italiano
e neo-Positivismo. Per il neo-Positivismo tra filosofia e scienze esiste una relazione di subordinazione. Per alcuni si tratta
di ammettere una subordinazione dell’una alle scienze[20];
secondo altri invece si tratta di assecondare una subordinazione delle scienze
alla filosofia[21]. Per
Vailati e Calderoni avviene la medesima cosa. Per entrambe le tradizioni di ricerca la natura del meta-discorso è – come si intuisce
indirettamente dal tono dell’articolo vailatiano- subordinativa. Poi lo stile.
Per ciò che concerne lo stile c’è attinenza di visioni. Neo-Positivismo e
successiva filosofia analitica considerano minuziosità e serietà scientifiche
caratteristiche ideali della filosofia[22];
e i nostri due autori – come abbiamo visto- considerano «argomentazioni
precise» e «ordine rigoroso» caratteristiche stilistiche del
meta-discorsivo. Per entrambi metodo della filosofia deve essere il metodo
stilistico della scienza. Oltretutto le due tradizioni di ricerca comunicano
una visione abbastanza simile delle funzioni del
meta-discorsivo. C’è tuttavia una differenza. Il neo-Positivismo
sacrifica coordinamento dei risultati scientifici e confronto tra metodi delle
scienze all’analisi[23].
L’analisi di termini enunciazioni e discorsi delle scienze viene
ad essere intesa come mansione dominante del meta-discorsivo; coordinamento dei
risultati delle scienze e confronto tra metodi delle scienze ne restano
cornice. Per Vailati non c’è subordinazione di una attività
all’altra dal momento che – come abbiamo visto- coordinamento, confronto ed
analisi hanno medesimo valore. Con Calderoni invece assistiamo ad uno
sbilanciamento a favore dell’analisi; Calderoni – come abbiamo detto- è un analitico
mancato. Infine un’ulteriore
uniformità di orientamenti. Per Vailati e Calderoni – come abbiamo visto-
l’unità della conoscenza è ideale del ricercatore. Per
il neo-Positivismo v’è una situazione controversa; tuttavia sembra accadere lo
stesso[24]. Per
riassumere, esistono una serie di affinità/ differenze
tra Pragmatismo logico italiano e neo-Positivismo attinenti alla
tematica del meta-discorsivo: a] c’è vicinanza di
accostamento alla natura della relazione. Per Vailati e Calderoni tra
filosofia e scienze esiste una relazione di
subordinazione. Per il neo-Positivismo anche. b] c’è affinità di stile.
I nostri due autori – come abbiamo visto- considerano «argomentazioni precise»
e «ordine rigoroso» caratteristiche stilistiche del
meta-discorso; neo-Positivismo e successiva analitica moderna
considerano minuziosità e serietà scientifiche due tra le caratteristiche
ideali della filosofia. c] v’è affinità tra funzioni
del meta-discorso, con alcune lievi differenze. Per Vailati e Calderoni sono caratteristiche di tale meta-discorso
coordinamento dei risultati, confronto tra metodi e analisi critica di termini
enunciazioni e discorsi delle scienze. Il neo-Positivismo sacrifica all'analisi
i due momenti rimanenti del coordinamento e del confronto. d] c’è affinità tra obiettivi
del meta-discorso. Per Vailati e Calderoni obiettivo
del meta-discorso scientifico è l’unità della conoscenza, intesa come dovere
del ricercatore. Per il neo-Positivismo sembra avvenire lo stesso. Possiamo
terminare asserendo l’esistenza di un nesso di continuità tra Pragmatismo logico italiano e neo-Positivismo nei limiti
della tematica della meta-discorsività della ricerca
filosofica[25]. Le
affinità sovrastano in maniera evidente le differenze. E’corretto
sostenere la tesi dell’esistenza di una continuità
critica tra Pragmatismo logico
italiano vailatiano/ calderoniano e neo-Positivismo. E’dimostrata
anche la seconda delle nostre tesi accessorie. a] natura del meta-discorsivo. Per il Positivismo la
relazione tra filosofia e scienze ha valore d’identità totale (Filosofia Positiva come scienza). Per il
Pragmatismo logico italiano la
relazione tra filosofia e scienze ha natura subordinativa. Per il
Neo-Positivismo tra filosofia e scienze esiste una
relazione di subordinazione. b] stile del meta-discorsivo. Per il Positivismo c’è necessaria identità tra metodo del meta-discorso e metodo delle scienze. Per il Pragmatismo logico italiano metodo del meta-discorso dev’essere
il metodo delle scienze. Per il neo-Positivismo metodo del
meta-discorso scientifico dev’essere
il metodo delle scienze. c] funzione del meta-discorsivo. Per il Positivismo funzioni del meta-discorso sono innanzitutto ordinare contenuti e
metodi delle scienze e coordinarne i risultati, e successivamente (nei limiti
dell’orientamento milliano) introdurre un’analisi critica di termini
enunciazioni e discorsi delle scienze. Per il Pragmatismo logico italiano
sono caratteristiche del meta-discorso coordinamento
dei risultati, confronto tra metodi e analisi critica di termini enunciazioni e
discorsi delle scienze. Per il neo-Positivismo coordinamento dei risultati
scientifici e confronto tra metodi delle scienze sono
sacrificabili (e sono effettivamente offerti in sacrificio) all’analisi. d] obiettivi del meta-discorsivo. Per il Positivismo obiettivo del meta-discorso è l’unità della conoscenza, intesa come
necessità storica. Per Vailati e Calderoni obiettivo
del meta-discorso è l’unità della conoscenza, intesa come dovere del
ricercatore. Per neo-Positivismo e analitica successiva
obiettivo del meta-discorso è l’unità della conoscenza, intesa tendenzialmente
come dovere del ricercatore. L’analisi
vailatiana verte sulla tesi di fondo secondo cui
l’esaltazione/ celebrazione delle scienze scaturente dalla rivoluzione
scientifica rinascimentale avrebbe condotto con il trascorrere dei secoli ad un
inatteso incremento della “forza” conoscitiva delle scienze medesime e sulla
ulteriore tesi secondo cui tale incremento di forze avrebbe condotto ad una
situazione di frenetico incremento di risultati e conclusioni scientifici. Questo
stato di cose – a detta di Vailati- ha effetti buoni e
effetti meno buoni. Gli effetti buoni dell’aumento sostanzioso di teorie
scientifiche si identificano con correlativi aumenti
di attitudine conoscitiva e di abilità tecnica nell’uomo[26].
Poi ci sono effetti meno buoni. L’aumento frenetico di risultati e conclusioni
delle scienze realizza situazioni di incoerenza tra
conoscenze e di chiusura tra universi di ricerca. L’aumento dell’incoerenza tra
conoscenze e della chiusura tra universi di ricerca sono sintomo – a detta di
Vailati- di una consistente violazione del valore
dell’unità della conoscenza. L’interesse vailatiano si indirizza
ad un tentativo atto ad ostacolare la violazione del valore dell’unità della
conoscenza. Come evitare tale violazione? Per tutelare
tale valore evitando chiusure e incoerenze il nostro autore riconosce
l’esistenza del dovere della ricerca di introdurre uno
strumento di “secondo livello”, utile a risolvere incoerenze e ad annichilire
chiusure. Lo strumento è la filosofia, sia intesa come meta-discorso
sulle scienze indirizzato a coordinare (risultati scientifici)
confrontare (metodi delle scienze) ed analizzare criticamente (concetti e
discorsi scientifici), sia subordinata allo stile d’«argomentazioni precise» e
«ordine rigoroso» caratteristico delle scienze stesse. Ecco ciò che il nostro
autore ci comunica! Prima conclusione. L’orientamento meta-filosofico
vailatiano (e calderoniano) si subordina alla contaminazione di un valore, vale
a dire all’ideale di unità della conoscenza. E’ tale
valore a muovere il ricercatore sulla strada della accessorietà
della filosofia alle scienze[27]. La
seconda classe di conclusioni consiste nei fatti che esista
uno stretto nesso di continuità tra Positivismi ottocenteschi e neo-Positivismo
novecentesco e che tale nesso di continuità sia mediato anche dal Pragmatismo logico italiano[28].
Se tra Positivismi e Pragmatismo
logico italiano esiste – come
abbiamo visto- un nesso di continuità
critica caratterizzato da comuni visioni di stile, funzioni e obiettivi del meta-discorsivo. Se tra Pragmatismo logico italiano
e neo-Positivismo esiste – come è stato dimostrato- un
nesso di continuità (meno) critica
caratterizzato da comuni orientamenti su natura, stile, funzioni e obiettivi
del meta-discorsivo. Allora
riusciremo senz’ombra di dubbio a considerare il Pragmatismo logico di Vailati e
Calderoni come trait d’union italiano
tra le due tradizioni di ricerca del Positivismo ottocentesco e del
neo-Positivismo novecentesco, almeno limitatamente alla tematica della
meta-discorsività. E riusciremo così a sottolineare la
rilevanza delle riflessioni vailatiana e calderoniana all’interno della storia
della filosofia moderna. CALDERONI, M. L’arbitrario nel funzionamento della vita
psichica, in “Rivista di Psicologia applicata”, VII, 2, Gennaio- Aprile
1910. CALDERONI, M. L’imperativo
categorico, in “Leonardo”, IV, Aprile- Giugno 1906. CALDERONI, M. La
filosofia ed il diritto, in “Leonardo”, III, Ottobre-
Dicembre 1905. CALDERONI, M. Scritti,
a cura di O. Campa, La Voce, Firenze, 1924. VAILATI,
G. “W.James. The Will to Believe and other Essays in popular Philosophy.”
London, Longmans-Green, 1897, in “Rivista sperimentale
di Freniatria”, XXV, fasc.3
e 4, 1899. VAILATI, G. Epistolario
(1891- 1909), a cura di G.Lanaro,
Torino, Einaudi, 1971. VAILATI, G. Scienza
e filosofia, in “Rivista Popolare di Politica Lettere
e Scienze Sociali”, anno VIII, 15 Aprile 1902. VAILATI, G. Scritti,
a cura di M.Quaranta,
Bologna, Forni, 1987.
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