L'Unità del Pensiero


ultimo aggiornamento: aprile 2008 

 

IL CONCETTO DELLA CENTESIMA SCIMMIA…

Sull’isola di Koshima,in Giappone,vive allo stato selvatico una specie di scimmia, la Macaca fuscata, sulla quale un gruppo di scienziati ha condotto per 30 anni un esperimento che consisteva nel lasciare delle patate dolci sulla spiaggia e osservare il comportamento di quegli animali, ghiotti del vegetale, ma non sporco e coperto di sabbia. Una scimmia di 18 mesi scoprì che ‘lavando’ le patate poteva risolvere questo ‘inconveniente’ e così sua madre e tutti i suoi compagni impararono a lavare le patate e ben presto tutte le giovani scimmie lo insegnarono ai loro genitori, che quindi ‘impararono’ questo comportamento.

Questo veniva osservato negli anni 1952 e 1958, dopodichè il numero di scimmie che eseguiva il lavaggio delle patate raggiunse un numero cruciale, la massa critica, che il dr.Lyall Watson stabilì, in modo arbitrario, a 100 e cosa osservò ? Che ormai tutte le scimmie lavavano le patate senza nessuna influenza ulteriore. Si potrebbe pensare ad un meccanismo di ‘comunicazione’ tra loro ma tale fenomeno si estese simultaneamente sulle isole intorno ! Non risulta ad alcuno scienziato la possibilità che quelle scimmie avrebbero potuto ‘parlarsi’, almeno non in una maniera conosciuta. L’ipotesi a cui giunsero fu che doveva esistere una struttura morfogenetica o un ‘campo’ esteso su quelle isole, attraverso il quale le scimmie riuscivano a comunicare.

 .. E DEL CENTESIMO UMANO


Pochi anni dopo, una squadra scientifica dell’Australia e della Gran Bretagna pensò di fare lo stesso esperimento con l’uomo, per capire se anche gli umani
avessero una ‘griglia’ simile a quella ipotizzata per le scimmie. Cosa fecero ?

Prepararono una fotografia in cui inserirono, tipo collage, centinaia di immagini di volti di individui diversi, piccoli e grandi, immagini ovunque, anche all’interno degli occhi di altri individui. Al primo sguardo, si sarebbe detto che la foto era composta da sei o sette personaggi, ma con un allenamento ulteriore si riuscivano a vedere anche gli altri, magari con il suggerimento dell’operatore che proponeva il ‘test’. In Australia fu scelto un gruppo di lavoro, un campione della popolazione (un centinaio di persone), al quale fu mostrata la foto per un certo numero di minuti, dopodichè venne chiesto ad ognuno quanti erano i volti che avevano visto, facendoseli indicare sull’immagine: erano i soliti sei-sette, al massimo dieci.

I dati raccolti vennero debitamente annotati e i ricercatori partirono per l’Inghilterra, mostrando dinanzi alle telecamere di una TV che trasmetteva a circuito chiuso solo in Inghilterra il collage di fotografie, indicando i volti presenti, uno per uno. Simultaneamente, altri ricercatori dello stesso team sottoposero ad un nuovo gruppo–campione il test e improvvisamente gli intervistati riuscirono a distinguere facilmente la maggior parte delle facce !

Questo fece comprendere agli scienziati che ‘qualcosa’ collega veramente tutto il mondo. Gli aborigeni dell’Australia sapevano da tantissimo tempo di questa nostra parte ‘sconosciuta’, l’esistenza di un campo energetico che collega persone anche molto distanti tra loro e questo starebbe alla base, tra l’altro, della ‘sincronicità’ (se così’ possiamo chiamarla) per cui nel corso della storia persone diverse, in luoghi diversi, ma nel medesimo momento, hanno fatto le stesse ‘scoperte’, per poi magari dover discutere per l’attribuzione della paternità delle stesse (vedi per l’invenzione del telefono).

(Ma come venne alla scimmia di 18 mesi l’idea di lavare la banana, poi ?)


Bibliografia:

-The Hundredth Monkey (La Centesima Scimmia) di Ken Keyes Jr.

-Lifetide:The Biology of the Unconscious (Le maree della vita: la biologia dell’inconscio) di Lyall Watson.

 
                                                                                                                                MARISA  UBERTI


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