Capire meglio i compro oro

Complice la crisi economica, moltissime famiglie italiane negli ultimi anni hanno scelto di vendere parte dei propri gioielli
in cambio di denaro contante. Questo fenomeno ha favorito la nascita di moltissimi esercizi commerciali, tutti accomunati dall’insegna Compro Oro. Questa pratica ha aperto la discussione circa l’effettiva possibilità o meno di fare buoni affari vendendo i propri beni preziosi a questi operatori: la risposta è sì, facendo attenzione ad alcuni piccoli ma importanti dettagli. Occorre anzitutto sapere che quella dei Compro Oro è una rete ove è possibile orientarsi avendo presente una serie di nozioni base. Tra queste, ad esempio, il requisito dell’iscrizione alla Banca d’Italia, che non è richiesto obbligatoriamente per poter esercitare, ma può fornire garanzie supplementari sull’affidabilità dell’operatore. Le bilance con le quali viene pesato l’oro, inoltre, che sono certificate da enti esterni i quali garantiscono la corrispondenza del peso dell’oro indicato rispetto a quello effettivo. In ogni caso è sempre meglio far visita a differenti esercizicommerciali al fine di spuntare la tariffa più alta. A tal proposito occorre dire che il prezzo dell’oro al grammo cambia ogni giorno in base alle regole del mercato, motivo per cui i Compro Oro mostrano ogni giorno il prezzo corrente del metallo prezioso attraverso un cartello posto in bella vista. Per spuntare un buon affare è sempre meglio entrare in almeno cinque o sei di questi esercizi, perché spesso la quotazione può fluttuare anche di un 20%. Quando, infine, si opterà per un Compro Oro di nostra fiducia, occorre controllare che l’operatore ci richieda i documenti ed aggiorni il registro con i nostri dati. L’operatore, infine, ci consegnerà il controvalore dell’oro venduto in contanti assieme ad una copia della transazione effettuata. Alcuni Compro Oro addebitano inoltre una “fee” (percentuale o commissione fissa) sul processo di acquisto/vendita dell’oro, una richiesta perfettamente legittima che tuttavia può variare da un’esercizio all’altro. Inoltre, se il valore dell’oro che abbiamo intenzione di vendere supera i 999 Euro la legge prevede che occorra utilizzare il metodo del bonifico, quindi non potremo richiedere il pagamento in contanti. Quando portiamo un gioiello presso un Compro Oro, infine, sarà sempre meglio presentarsi conoscendo il titolo dell’oro degli oggetti in nostro possesso: esiste infatti oro 9 carati, 14 carati (in uso specialmente negli Stati Uniti e nel Regno Unito), 18 carati (la tipologia maggiormente utilizzata in Italia) e 24 carati “Oro puro“. Esistono anche leghe che contengono piccole percentuali d’oro (es. oro 4 carati) che tuttavia non sono considerate commercialmente valide ed hanno quotazioni estremamente più basse rispetto all’oro di qualità commerciale. In base al titolo dell’oro varierà di conseguenza anche la valutazione dei nostri oggetti: spesso la quotazione massima dell’oro che leggiamo sul cartello posto fuori dalla porta di questi esercizi commerciali si riferisce all’oro puro, 24 carati, che quasi mai viene utilizzato per i gioielli, ma solitamente viene scambiato in forma di lingotti o monete preziose. E’ importante quindi conoscere bene le caratteristiche dell’oggetto che ci apprestiamo a vendere perché la valutazione più alta dell’oro che viene pubblicizzata molto probabilmente non sarà riferibile al gioiello che noi intendiamo consegnare al Compro Oro. Se la nostra intenzione non è quella di vendere e quindi di privarci definitivamente dei nostri gioielli, ma solo di impegnarli, dandoli in garanzia per un certo periodo di tempo in cambio di denaro liquido, esistono anche i Monti di Pietà, spesso affiliati a banche o altre istituzioni finanziarie. Presso questi esercizi è possibile depositare un proprio oggetto prezioso e ricevere il controvalore in contanti, fermo restando che, dal momento della transazione, occorrerà tornare presso il Monte di Pietà con la stessa cifra in contanti, maggiorata degli interessi, per riscattare e quindi recuperare il gioiello depositato. Trascorso un termine variabile, solitamente 60-90 giorni, se i gioielli non vengono riscattati, verranno posti all’asta ed il ricavato verrà incamerato dal Monte di Pietà. Il Compro Oro permette di recuperare più soldi dalla vendita dei gioielli rispetto al Monte di Pietà perché quest’ultimo vende i preziosi soltanto nel caso che essi non vengano riscattati che colui che ha deciso di impegnarli. Quindi, prima di decidere se rivolgerci ad un Compro Oro oppure ad un Monte di Pietà, occorre sempre fare chiarezza se la nostra effettiva intenzione è quella di vendere il bene prezioso oppure di impegnarlo in attesa di avere il denaro liquido per poterlo riprendere. Nel secondo caso, è bene essere sicuri di poter contare sulla necessaria somma di denaro entro i termini previsti. E’ sempre meglio riscattare i gioielli dati in pegno, magari facendosi aiutare da amici o parenti, prima che essi vengano messi all’asta. Lasciare che i propri beni preziosi vadano all’asta, infatti, è generalmente un cattivo affare. Meglio allora riscattarli in contanti dal Monte di Pietà ed in seguito rivenderli presso un Compro Oro, ottenendo quotazioni generalmente migliori. Ovviamente solo ripetuti tentativi e confronti tra esercizi potranno garantirci un buon affare.