Vendita Oro Usato, Quali Sono Le Regole

Le ultime settimane, sono state caratterizzate da un grande numero di controlli da parte delle forze dell’ordine nei confronti dei tanti compro oro che sono ormai una caratteristica del panorama
urbano di piccoli e grandi centri della penisola. Le operazioni della Finanza hanno portato alla luce le consuete piccole furbizie di alcuni esercenti, come ad esempio sono stati scoperti alcuni gioielli che falsificavano le fatture catalogando il metallo prezioso come rottami d’oro, in modo da avere un regime di tassazione più favorevole. Una pratica molto diffusa se si considera che vari esercizi sono stati sanzionati per lo stesso motivo. Operazioni che hanno riproposto il tema legato al regime di opacità che caratterizza il settore, tanto da aver spinto alcuni dei più grandi marchi di compro oro, a chiedere una nuova regolamentazione tesa a tutelare i soggetti onesti e gli utenti. Una legge di riforma in grado di permettere agli operatori seri che ogni giorno cercano di segnare la distanza dalla concorrenza sleale e a volte fuori legge, ormai necessaria per un settore che in base alle stime vede la presenza di un numero di operatori che varia da 5mila a 8mila operatori, sparsi su tutto il territorio nazionale, generando un giro d’affari di circa tre miliardi di euro l’anno. I controlli delle forze dell’ordine hanno accertato pratiche illegali come il prestito su pegno che si aggiungono ai casi di ricettazione e riciclaggio già noti. Proprio per dare una risposta alle esigenze degli operatori onesti, il Parlamento sta ora lavorando ad una legge che potrebbe riordinare il settore, con la presentazione di una proposta da parte della senatrice democratica Donatella Mattesini, con l’accorpamento di altre due proposte precedenti che vedevano come firmatari Mario Baccini e Nicola La Torre. Una proposta che vede tra i suoi cardini il varo di un Registro dedicato alle attività di compravendita di metallo prezioso gestito dalle Camere di commercio e l’istituzione di un borsino dell’oro usato da attuarsi tramite le modalità e i criteri stabiliti con un apposito decreto in concorso di ministero dell’Economia e dello Sviluppo economico, i quali dovrebbero anche essere chiamati a definire le modalità di calcolo di un prezzo minimo indicativo non solo dell’oro, ma anche degli altri metalli preziosi. Tra gli altri punti di rilievo, è prevista anche la creazione di un portale Internet che fungerebbe in qualità di banca dati per gli oggetti usati d’oro, dei metalli preziosi e delle gemme, al fine di rendere più facile l’attività di contrasto da parte delle Forze dell’Ordine contro evasione fiscale e riciclaggio. Una normativa che se pure giunge con colpevole ritardo, in un settore che è diventato una vera e propria alternativa per tutte quelle famiglie che non riescono magari a trovare credito da parte degli istituti finanziari e vedono il proprio bilancio messo alle strette da una crisi sempre aggressiva, potrebbe finalmente dare una vera svolta per i tanti banco metalli che operano in maniera corretta. Come si può comprendere, si tratta di una serie di misure che tengono conto dei problemi messi in evidenza da un settore che sconta una crescita impetuosa e spesso contraddistinta da zone d’ombra, nelle quali si sono prontamente infilate organizzazioni criminali che hanno intravisto la possibilità di riciclare proventi delle loro attività. Andando in tal modo a mischiarsi coi veri professionisti del settore e danneggiandone la reputazione.Proprio per cercare di combattere questo fenomeno, chi vuole vendere il proprio metallo prezioso e garantirsi un prezzo oro usato adeguato alle aspettative, dovrebbe sempre rivolgersi a chi opera in maniera trasparente, in grado di garantire anche chi vende, sia sotto l’aspetto puramente legale che della convenienza. Tutto grazie a procedure come l’individuazione del venditore, con l’apertura di una pratica che rimane a disposizione di eventuali controlli delle forze di polizia o il blocco della quotazione online, che garantisce la conservazione della tariffa concordata per le successive 48 lavorative. Le quali sono prassi presso gli esercizi più affidabili, in particolare quello che fanno capo a grandi gruppi di comprovata affidabilità e che ormai da molto tempo operano nel totale rispetto delle normative vigenti.